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Class action contro Meta in Italia: le azioni attive e come partecipare

Class action

Redazione Assistenza Legale Social Media

In Italia esistono oggi due percorsi collettivi contro Meta per il trattamento dei dati personali: l'azione di classe del CTCU di Bolzano per lo scraping 2018-2019, ammessa dal Tribunale di Milano nell'aprile 2026 con adesione gratuita, e le iniziative risarcitorie su mandato come la nostra, fondate sulla monetizzazione non trasparente dei dati. Sono strade diverse per fatti diversi: ecco cosa sapere per scegliere consapevolmente.

Gli strumenti previsti dalla legge italiana

Dal 2023 il codice del consumo disciplina le azioni rappresentative (artt. 140-ter e seguenti, introdotti dal d.lgs. n. 28/2023 in attuazione della direttiva UE 2020/1828): enti legittimati possono agire per conto dei consumatori, che aderiscono con il meccanismo opt-in. Accanto a queste resta l'azione di classe del codice di procedura civile (artt. 840-bis e seguenti). In alternativa, gruppi di utenti possono conferire mandato a soggetti privati che gestiscono la richiesta risarcitoria in forma aggregata: è il modello delle piattaforme di claims, diffuso in Europa dopo la sentenza del BGH tedesco sullo scraping.

L'azione CTCU per lo scraping: la prima ammessa in Europa

Con ordinanza del 10 aprile 2026 il Tribunale di Milano ha dichiarato ammissibile l'azione promossa dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano contro Meta Platforms Ireland per il data scraping subito da oltre 35 milioni di utenti italiani tra il 2018 e il 2019. L'adesione è gratuita, riservata a chi rientra nelle classi definite dal Tribunale, e la prossima udienza — in cui si discuterà anche del risarcimento — è fissata per ottobre 2026. È un'iniziativa seria e importante: se rientri nel perimetro dello scraping e preferisci quella strada, sul sito del CTCU trovi le istruzioni per aderire.

La nostra iniziativa: un perimetro diverso

La nostra richiesta risarcitoria non riguarda lo scraping ma la monetizzazione non trasparente dei dati: per anni Facebook è stato presentato come gratuito mentre il corrispettivo reale era lo sfruttamento commerciale delle informazioni personali, come accertato da AGCM e Consiglio di Stato (sent. n. 2631/2021). Riguarda quindi potenzialmente chiunque abbia avuto un account nel periodo interessato, non solo chi è stato coinvolto nello scraping. L'adesione avviene con mandato firmato online, senza costi anticipati e con commissione dovuta solo in caso di esito positivo.

Cosa valutare prima di aderire a un'iniziativa collettiva

  • Il perimetro: quali fatti copre l'azione e se il tuo caso vi rientra (scraping, monetizzazione dei dati, o entrambi).
  • Le condizioni economiche: gratuità, quota di adesione o commissione di successo — e in quale misura.
  • Gli oneri probatori: cosa ti viene chiesto di documentare e chi ti assiste nel farlo.
  • I tempi: le azioni collettive durano anni; diffida di chi promette risarcimenti rapidi o certi.

Nessuna iniziativa seria può garantire l'esito. Quello che possiamo garantire è la trasparenza delle condizioni e un percorso di adesione semplice: se vuoi verificare il tuo caso, bastano pochi minuti online.

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