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Come sapere se i tuoi dati Meta sono stati violati o condivisi: guida pratica

Guida

Redazione Assistenza Legale Social Media

Per sapere se i tuoi dati Meta sono stati violati o condivisi puoi fare quattro verifiche: controllare le app collegate al tuo account, scaricare la copia completa dei tuoi dati, cercare il tuo numero o la tua email nei database delle violazioni note e prestare attenzione a contatti sospetti. Se emergono anomalie, il GDPR ti riconosce diritti precisi, incluso quello di chiedere un risarcimento.

Cosa è successo ai dati degli utenti Facebook

Tra il 2018 e il 2019 i dati di oltre 500 milioni di utenti Facebook nel mondo — tra cui oltre 35 milioni di italiani — sono stati raccolti in modo massivo tramite la tecnica dello scraping e nell'aprile 2021 sono stati messi in vendita sul dark web: numeri di telefono, nomi, date di nascita, in alcuni casi indirizzi email. È il caso per cui il Tribunale di Milano, con ordinanza del 10 aprile 2026, ha ammesso la prima azione di classe italiana contro Meta.

Accanto alla vicenda scraping esiste un tema distinto e più generale: per anni Facebook è stato presentato come gratuito mentre il corrispettivo era, di fatto, l'uso commerciale dei dati degli utenti. Lo ha accertato l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel 2018, con decisione confermata dal Consiglio di Stato nel 2021 (sent. n. 2631/2021). È su questo fondamento che si basa la nostra iniziativa.

Le verifiche che puoi fare da solo

  • Controlla le app e i siti collegati: da Impostazioni → App e siti web di Facebook o Instagram puoi vedere chi ha avuto accesso ai tuoi dati e revocare le autorizzazioni.
  • Scarica la copia dei tuoi dati: la funzione «Scarica le tue informazioni» ti mostra tutto ciò che Meta ha registrato su di te, inclusi interessi dedotti e inserzionisti che hanno usato i tuoi contatti.
  • Verifica le violazioni note: su servizi come Have I Been Pwned puoi controllare se la tua email o il tuo numero di telefono compaiono nei database di violazioni rese pubbliche, incluso lo scraping Facebook del 2021.
  • Osserva i segnali indiretti: un aumento improvviso di SMS di phishing, chiamate promozionali o tentativi di accesso ai tuoi account può indicare che i tuoi recapiti circolano in archivi non autorizzati.

I tuoi diritti se i dati sono stati trattati illecitamente

  • Diritto di accesso (art. 15 GDPR): puoi chiedere a Meta conferma di quali dati tratta, per quali finalità e con chi li ha condivisi.
  • Reclamo al Garante (art. 77 GDPR): se ritieni che il trattamento violi la normativa, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali.
  • Risarcimento del danno (art. 82 GDPR): chi subisce un danno, anche non economico, da un trattamento illecito ha diritto al risarcimento dal titolare del trattamento.

Un'avvertenza importante: il risarcimento non è automatico. La Corte di Cassazione richiede che il danno sia allegato e provato nella sua serietà (ord. n. 16402/2021); la Corte di giustizia UE ha chiarito che non serve una soglia minima di gravità, ma la prova del pregiudizio resta necessaria (causa C-300/21). Per questo è utile conservare ogni evidenza: screenshot, comunicazioni sospette, esiti delle verifiche.

Cosa possiamo fare per te

Se dalle verifiche emergono anomalie, o se semplicemente sei stato iscritto a Facebook o Instagram negli anni della raccolta contestata, puoi valutare l'adesione alla nostra iniziativa risarcitoria: la richiesta si firma online in pochi minuti, senza costi anticipati, e la commissione è dovuta solo in caso di esito positivo, alle condizioni indicate nel mandato.

Pensi che i tuoi dati siano stati usati così?

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