Puoi opporti in qualsiasi momento all'uso dei tuoi contenuti pubblici per l'addestramento dell'intelligenza artificiale di Meta: l'opposizione è gratuita, si esercita con un modulo online e non richiede di spiegare le ragioni. Attenzione però al tempismo: chi si oppone oggi protegge i contenuti pubblicati da quel momento in avanti, non quelli già utilizzati in passato.
Cosa succede ai tuoi contenuti pubblici
Dalla fine di maggio 2025 Meta utilizza i contenuti pubblici condivisi dagli utenti maggiorenni su Facebook e Instagram — post, commenti, foto e didascalie — per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale, tra cui l'assistente Meta AI e i modelli Llama. Lo ha reso noto il Garante per la protezione dei dati personali con un comunicato del 29 aprile 2025, aggiornato il 15 maggio 2025. Restano fuori i messaggi privati e, in via predefinita, i contenuti pubblicati da utenti minorenni: il Garante avverte però che dati riferiti a minori possono comunque comparire nei contenuti pubblicati da adulti.
Su quale base giuridica Meta tratta questi dati
Meta non chiede il consenso: invoca il legittimo interesse previsto dall'art. 6, par. 1, lett. f) del GDPR. È proprio questa scelta a rendere esercitabile il diritto di opposizione dell'art. 21: quando il trattamento si fonda sul legittimo interesse, l'interessato può opporsi in qualsiasi momento e il titolare deve interrompere il trattamento, salvo dimostrare motivi legittimi cogenti prevalenti. Il Comitato europeo per la protezione dei dati, nel parere 28/2024 del 17 dicembre 2024, ha chiarito che il legittimo interesse può in astratto sorreggere lo sviluppo di modelli di IA, ma solo all'esito di una valutazione caso per caso articolata in tre passaggi. Le autorità europee, in coordinamento fra loro, stanno tuttora verificando la liceità del trattamento annunciato da Meta e l'effettività del diritto di opposizione.
Come opporti, passo per passo
- Dall'app: apri Impostazioni e privacy, poi il Centro gestione account e la sezione dedicata all'informativa sulla privacy, dove trovi il rimando all'uso dei dati per l'intelligenza artificiale generativa e il collegamento al modulo di opposizione.
- Dal web, con il modulo diretto: il Garante ha pubblicato i link ai tre moduli ufficiali, uno per gli utenti Facebook, uno per gli utenti Instagram e uno per chi non ha un account Meta.
- Se non sei iscritto: anche chi non usa Facebook o Instagram può opporsi, perché i suoi dati possono comparire nei contenuti pubblicati da altri. Il modulo per i non utenti serve esattamente a questo.
- Compila e conserva la prova: indica l'indirizzo email associato all'account (o un recapito valido), invia il modulo e salva la schermata di conferma insieme all'email di riscontro. Serviranno se dovrai dimostrare quando ti sei opposto.
- Verifica l'esito: il titolare deve dare riscontro. Se non arriva, o se l'opposizione viene respinta senza motivazione, puoi presentare reclamo al Garante ai sensi dell'art. 77 GDPR.
Se ti opponi adesso, cosa protegge davvero l'opposizione
Su questo il Garante è stato esplicito: l'opposizione esercitata entro la fine di maggio 2025 consentiva di sottrarre all'addestramento tutte le informazioni personali già presenti sulle piattaforme; quella esercitata dopo vale invece solo per i contenuti pubblicati successivamente, e non per quelli già online. Opporsi oggi resta comunque utile — il diritto dell'art. 21 non ha scadenza e opera per il futuro — ma non riporta indietro l'orologio sui dati già trattati. Proprio per questo conviene affiancare all'opposizione l'esercizio del diritto di accesso dell'art. 15 GDPR, che permette di sapere quali dati Meta detiene e come li utilizza.
Cosa l'opposizione non è
Opporsi all'addestramento è un atto di tutela della privacy, non una domanda di risarcimento: sono due strade distinte, e la prima non sostituisce né pregiudica la seconda. Il risarcimento del danno da violazione delle norme sui dati personali, del resto, non è mai automatico. La Corte di giustizia dell'Unione europea ha chiarito che non esiste una soglia minima di gravità (causa C-300/21), ma il pregiudizio deve comunque essere allegato e provato; la Cassazione, dal canto suo, esclude il danno «in re ipsa» (ord. n. 16402/2021). Nessuno può quindi garantire in anticipo un importo, e le promesse di cifre certe vanno guardate con diffidenza.
Tre cose da fare questa settimana
- Esercita l'opposizione sui profili che usi davvero, incluso quello Instagram se ne hai uno: i moduli sono distinti e vanno inviati separatamente.
- Rivedi la visibilità dei tuoi contenuti: l'addestramento riguarda i contenuti pubblici, quindi limitare la platea dei post futuri riduce il perimetro dei dati esposti.
- Archivia le prove: conferme di invio, riscontri ricevuti ed eventuale copia dei dati ottenuta con la richiesta di accesso.
Se ti stai chiedendo se la tua situazione vada oltre l'opposizione — per esempio perché i tuoi dati sono finiti in una violazione nota o perché sono stati sfruttati commercialmente senza informazioni trasparenti — puoi verificare gratuitamente la tua posizione con la nostra procedura online: nessuna promessa di cifre, solo un quadro chiaro di ciò che puoi effettivamente chiedere e a quali condizioni.
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