Un risarcimento da Meta può spettare a chi ha subito un trattamento illecito dei propri dati personali: lo prevede l'art. 82 del GDPR, che copre anche il danno non patrimoniale come la perdita di controllo sulle proprie informazioni. Il risarcimento però non è automatico: il pregiudizio va allegato e provato, e l'importo dipende dal filone azionato e dalla valutazione del giudice.
Il fondamento: un servizio che gratuito non era
Nel 2018 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato Facebook per pratica commerciale ingannevole: presentava il servizio come gratuito senza chiarire che il corrispettivo era lo sfruttamento commerciale dei dati degli utenti. Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione nel 2021 (sent. n. 2631/2021), riconoscendo che la cessione dei dati personali costituisce il vero corrispettivo del servizio. A ciò si aggiungono le pronunce europee sull'illegittimità della pubblicità comportamentale priva di idonea base giuridica (CGUE C-252/21) e sui limiti temporali all'uso dei dati per pubblicità personalizzata (CGUE C-446/21).
Cosa dice la giurisprudenza sul risarcimento
La Corte di giustizia UE ha chiarito che per il risarcimento ex art. 82 GDPR non è richiesta una soglia minima di gravità del danno, ma la violazione da sola non basta: occorre provare il pregiudizio, anche solo immateriale (sent. C-300/21). La perdita di controllo sui propri dati può costituire di per sé un danno risarcibile, purché dimostrata (da ultimo, sent. C-526/24 del 2026).
Sul quantum, il riferimento europeo più concreto viene dalla Germania: la Corte federale di giustizia (BGH), nel novembre 2024, ha ritenuto liquidabile in via equitativa un importo nell'ordine di 100 euro per la mera perdita di controllo sui dati nel caso dello scraping di Facebook, senza necessità di provare conseguenze ulteriori. Va detto con trasparenza: quel benchmark riguarda il filone scraping; per il filone della monetizzazione non trasparente dei dati — quello su cui si fonda la nostra iniziativa — il quantum non ha ancora precedenti liquidatori e sarà definito dal giudizio.
Cosa serve per ottenere il risarcimento
- La titolarità di un account Facebook o Instagram nel periodo interessato, con la prova della data di iscrizione (ti guidiamo noi a recuperarla).
- L'allegazione del pregiudizio subito: la Cassazione esclude il danno «automatico» e richiede serietà della lesione (ord. n. 16402/2021).
- Una strategia processuale: azione individuale o iniziativa collettiva, con tempi e costi molto diversi.
La via collettiva: come funziona la nostra iniziativa
Aderire a un'iniziativa collettiva riduce costi e complessità per il singolo. Con la nostra procedura firmi il mandato online in pochi minuti, senza alcuna spesa anticipata: la commissione è dovuta solo in caso di esito positivo, nella misura indicata nel mandato. Nessuna promessa sull'esito — che dipende dal giudizio — ma un impegno preciso sulla trasparenza delle condizioni.
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