I «100 euro» sono la cifra che la Corte federale di giustizia tedesca (BGH), con la sentenza del 18 novembre 2024, ha ritenuto congrua a titolo di risarcimento per la sola perdita di controllo sui dati nel caso dello scraping di Facebook. Non è una tariffa automatica, non è un importo garantito in Italia e riguarda soltanto il filone dello scraping, non ogni contestazione contro Meta.
Cosa ha deciso il BGH il 18 novembre 2024
Il caso nasce dallo scraping del 2018-2019: sfruttando la funzione di importazione dei contatti, terzi ignoti hanno associato numeri di telefono a profili Facebook ed estratto i dati pubblici di circa 533 milioni di utenti in 106 Paesi, poi diffusi online nell'aprile 2021. La Corte federale (VI ZR 10/24) ha stabilito un principio importante: la semplice e anche solo temporanea perdita di controllo sui propri dati personali, conseguente a una violazione del GDPR, costituisce di per sé un danno immateriale risarcibile ai sensi dell'art. 82 del Regolamento.
In concreto, il BGH ha indicato che per la mera perdita di controllo può essere congruo un risarcimento nell'ordine di circa 100 euro, senza che l'utente debba dimostrare un uso illecito dei dati o conseguenze ulteriori. Se però il danneggiato prova un pregiudizio aggiuntivo — ad esempio ansia o timori concreti, un aumento di tentativi di phishing — l'importo può crescere.
Perché si parla di «100 euro» (e perché non è una tariffa)
- È un parametro di liquidazione equitativa fissato da un giudice tedesco, non una tabella valida in tutta l'Unione: ogni ordinamento e ogni giudice conservano un margine di valutazione.
- Vale come «pavimento» per la sola perdita di controllo: chi documenta un danno più serio può chiedere di più, chi non allega nulla rischia di non ottenere nulla.
- Riguarda uno specifico evento — lo scraping 2018-2019 — e non si estende automaticamente ad altre contestazioni sul trattamento dei dati.
Vale anche in Italia? Cosa dicono i giudici italiani
La sentenza tedesca non è vincolante per i giudici italiani, ma poggia sulla stessa norma europea (art. 82 GDPR) e sulla stessa giurisprudenza della Corte di giustizia UE. Quest'ultima ha chiarito che per il risarcimento non serve superare una soglia minima di gravità, ma la sola violazione non basta: il danno va comunque allegato e provato (sent. C-300/21). In Italia la Corte di Cassazione è netta nell'escludere il danno «in re ipsa», cioè automatico, e richiede che la lesione sia seria e dimostrata (ord. n. 16402/2021).
Tradotto: il benchmark tedesco è un riferimento utile e incoraggiante, ma davanti a un giudice italiano nessun importo è dovuto in automatico. Conta ciò che si riesce a documentare.
Scraping e monetizzazione: due filoni da non confondere
È il punto più importante per capire i limiti del dato dei 100 euro. Quel valore riguarda esclusivamente il filone dello scraping — la stessa vicenda su cui, in Italia, il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano ha promosso l'azione di classe ammessa dal Tribunale di Milano ad aprile 2026, con adesione gratuita e prossima udienza a ottobre 2026. La nostra iniziativa riguarda invece un filone diverso: la monetizzazione non trasparente dei dati, cioè l'uso commerciale delle informazioni personali dietro un servizio presentato come gratuito, accertato da AGCM e confermato dal Consiglio di Stato (sent. n. 2631/2021). Per questo secondo filone non esistono ancora precedenti liquidatori: nessun giudice ha fissato un importo di riferimento, che sarà definito nel merito. Diffida quindi di chi ti promette «100 euro sicuri» per qualunque contestazione contro Meta.
Cosa puoi fare tu
- Verifica se rientri nello scraping: cerca la tua email o il tuo numero nei database delle violazioni note e controlla la data di iscrizione al tuo account.
- Conserva le prove: screenshot di SMS e chiamate sospette, comunicazioni ricevute, esiti delle verifiche. Servono ad allegare il pregiudizio.
- Scegli il perimetro giusto: se il tuo caso è scraping, valuta l'azione gratuita del CTCU; se ti interessa il filone monetizzazione, informati sulle condizioni prima di aderire a qualsiasi iniziativa.
Se vuoi capire in quale filone rientri e cosa puoi realmente chiedere, puoi verificare gratuitamente il tuo caso con la nostra procedura online: nessuna promessa di importi, ma un quadro chiaro delle condizioni e dei passi da fare.
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